Materie prime

Calo dei prezzi del gas: opportunità e rischi sul mercato

Il prezzo del gas è in forte calo, offrendo opportunità di acquisto a medio-lungo termine. La debolezza è causata da un inverno mite e negoziati per la pace in Ucraina. Le scadenze forward lontane (es. 2027) sono le più convenienti grazie alle attese di maggiore offerta globale di GNL. Tuttavia, il mercato spot resta volatile per fattori stagionali e geopolitici. La prudenza rimane d’obbligo.

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Prezzo del petrolio ancora giù! Tempesta perfetta in arrivo?

Il crollo del petrolio segnala una forte preoccupazione per l’economia globale. L’offerta è in crescita (OPEC+, possibili flussi russi), ma la domanda cala in USA, Europa e Cina. Questo ribasso, simile a quelli pre-crisi del 2008 e 2020, anticipa un brusco rallentamento economico mondiale, superando persino le attuali tensioni geopolitiche.

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Petrolio: calo dei prezzi, geopolitica e scenari futuri

Fine 2025: il petrolio cala per domanda debole (soprattutto Cina) e offerta solida. Le tensioni in Venezuela e Ucraina indeboliscono l’OPEC+, ma una pace in Ucraina potrebbe aumentare l’offerta russa, spingendo ancora i prezzi al ribasso. Prospettive 2026: volatilità su eventi geopolitici, ma trend moderato per via della transizione energetica e dell’offerta abbondante.

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Gas Naturale 2026: quali previsioni sui prezzi europei?

l TTF europeo è basso per il caldo anomalo e stoccaggi pieni, ma è una situazione temporanea. L’Henry Hub americano ha un tetto a ~6-7$/MMBtu, oltre il quale l’esportazione di GNL diventa antieconomica. La convergenza avverrà quando il vero inverno colpirà l’Europa: il TTF dovrà salire per attrarre GNL sul mercato globale, coprendo i costi statunitensi. Sarà un rialzo guidato dall’Europa.

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Perché il prezzo di gas in Europa è più basso degli USA?

La forbice tra Henry Hub (USA) e TTF (Europa) a dicembre 2025 si spiega così: in Europa, stoccaggi pieni (oltre il 95%) e un autunno mite deprimono la domanda, abbassando i prezzi. Negli USA, la prima ondata di freddo intenso fa esplodere la domanda per riscaldamento, mentre le forti esportazioni di GNL e il rischio di freeze-offs in Texas (che riducono l’offerta) spingono i prezzi alle stelle. Due mercati divisi da condizioni climatiche opposte.

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Il roller coaster del prezzo del gas: come anticiparlo!

Il prezzo del gas naturale ha vissuto un’autunnale volatilità estrema. Tra agosto e ottobre 2025, si sono susseguiti crolli e picchi. I ribassi, guidati da autunno mite e stoccaggi record, si sono scontrati con risalite violente causate da ondate di freddo inattese e persino da uno short squeeze. Scopri l’analisi dei tre movimenti chiave e i fattori da monitorare per anticipare il futuro del mercato.

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OPEC+ aumenta la produzione: petrolio giù! Ma per quanto?

L’OPEC+ ha deciso di aumentare la produzione di petrolio, facendo crollare i prezzi del greggio. L’obiettivo è contrastare lo shale oil americano, diventato competitivo grazie al fracking. Tuttavia, i bassi prezzi non dureranno: i produttori OPEC+ dipendono da entrate elevate, e la domanda globale resta forte. Nel medio termine, ci si attende una stabilizzazione tra i 70-80$ al barile. Una mossa tattica, ma con effetti limitati nel tempo.

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I colli di bottiglia del Petrolio: rischi e geopolitica

Ogni giorno oltre 60 milioni di barili di petrolio transitano attraverso stretti strategici come Hormuz (21M barili/giorno) e Malacca (16M). Questi passaggi – tra cui Suez, Bosforo e Bab el-Mandeb – rappresentano vere arterie energetiche, ma sono esposti a rischi geopolitici, blocchi e attacchi. La chiusura di uno solo potrebbe far impennare i prezzi energetici globali. Scopri la mappa dei punti critici che tengono in scacco i mercati mondiali.

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Minaccia chiusura Hormuz? Il mercato non ci ha creduto!

Lo stretto di Hormuz, via cruciale per il petrolio globale, è spesso minacciato di blocco dall’Iran, ma non è mai stato chiuso. Le ultime tensioni hanno spinto i mercati a ignorare la retorica, con petrolio e gas in calo. L’Iran dipende troppo dalle esportazioni, e una chiusura scatenerebbe una risposta militare. I trader sanno che è una minaccia vuota, e i prezzi riflettono questa certezza. Hormuz resterà aperto, e il mercato continuerà a scommettere sulla stabilità.

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