Come si comporterà il gas con la situazione mediorientale?
L'andamento del prezzo del gas in funzione delle tensioni mediorientali. Come si stanno comportando Henry Hub e TTF europeo? Guarda come potresti investire!
Gas e petrolio sono ai minimi nonostante le tensioni geopolitiche. L’Europa abbandona il gas russo (ora al 13%), ma i prezzi restano bassi. L’OPEC+ aumenta l’offerta, forse per colpire lo shale USA. Analisi e opportunità per investitori.

Il mercato dell'energia sta vivendo una fase particolare: nonostante le tensioni geopolitiche e i cambi dei flussi di mercato, i prezzi di gas e petrolio rimangono sorprendentemente bassi. Cosa sta succedendo? E soprattutto, potrebbe essere un buon movimento per muoversi a livello di investimenti?
Negli ultimi mesi, il prezzo del gas in Europa è crollato, toccando minimi intorno ai 30 €/MWh, ben lontano dai costi visti negli ultimi mesi. Dall'interruzione dei flussi russi attraverso gasdotti, il prezzo non è più tornato a quei valori. Le motivazioni le abbiamo affrontate in diversi articoli.
Recentemente, l’UE ha confermato l’intenzione di bloccare definitivamente le importazioni di gas russo (oggi rimane intorno al 13%). Questo ha causato un lieve rialzo (di seguito il prezzo al TTF con indicato il momento della proclamazione. Nonostante questo il prezzo si attesta ancora al di sotto dei 35 €/MWh.
Viene talvolta da domandarsi per quale motivo vengano fatte certe proclamazioni che aumentano le tensioni dei prezzi del gas per l'Europa. Con un'industria europea in affanno totale da molto tempo, non si comprendono le decisioni che sembrano incrementare queste difficoltà. Allontanando dal mercato le industrie del "Vecchio continente" per scarsa competitività, dovuta a prezzi energetici fuori mercato.
Cosa Aspettarsi? Se l’Europa dovrà sostituire completamente il gas russo, i costi potrebbero salire. L'affidamento al GNL è sempre di maggior importanza, ma la concorrenza rimane forte e l'offerta non è ancora al livello necessario. Nonostante ciò, per ora, il mercato sembra sottovalutare il rischio.

Rappresentazione del prezzo del gas al TTF (Amsterdam), che è il miglior indicatore per il prezzo del gas europeo. Sull'asse delle ascisse si vede l'intervallo temporale dal 1° maggio 2025 fino al 9 maggio, mentre sulle ordinate è presente il prezzo in €/MWh.
A inizio settimana, l’OPEC+ ha annunciato un aumento della produzione a partire da ottobre, causando un calo immediato dei prezzi del greggio (di seguito un'immagine indicativa della riduzione del prezzo il lunedì dopo l'annuncio avvenuto sabato 03/05). In un articolo precedente raccontavamo l'importante ruolo dell'OPEC+, un suo spostamento a favore di maggiori o minori produzioni sbilancia il mercato, e non poco. Ma come mai questa decisione?
Si ventilano ipotesi di una mossa contro lo shale americano:

L'andamento del prezzo al WTI nei primi dieci giorni di maggio, con evidenziato il momento del calo in conseguenza all'annuncio dell'OPEC+ di aumentare la produzione giornaliera.
Un altro dato interessante è il divario record tra il rendimento dei Treasury USA a 30 anni e il prezzo del petrolio. Storicamente, quando questo spread si allarga, può anticipare una ripresa della domanda e quindi un possibile rialzo dei prezzi dell’energia.
Conclusione: I mercati energetici sembrano sopravvalutare la stabilità attuale. Chi investe con orizzonti medio-lunghi potrebbe trovare opportunità interessanti.
Contenuto informativo generale, non consulenza finanziaria personalizzata. I dati di mercato possono essere ritardati o incompleti: verifica le informazioni importanti presso le fonti originali.
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Il TTF è salito da 27 a 37 €/MWh in pochi giorni (8-16/01/2026). A differenza del Brent (calato dopo le tensioni Iran), il gas resta alto per motivi strutturali: freddo intenso in Europa, scorte in rapido calo, offerta fragile di GNL, tensioni in Medio Oriente e attacchi alle infrastrutture in Ucraina. Il mercato europeo del gas è ora più sensibile alla domanda fisica che alla geopolitica pura.

Il prezzo del gas è in forte calo, offrendo opportunità di acquisto a medio-lungo termine. La debolezza è causata da un inverno mite e negoziati per la pace in Ucraina. Le scadenze forward lontane (es. 2027) sono le più convenienti grazie alle attese di maggiore offerta globale di GNL. Tuttavia, il mercato spot resta volatile per fattori stagionali e geopolitici. La prudenza rimane d'obbligo.

l TTF europeo è basso per il caldo anomalo e stoccaggi pieni, ma è una situazione temporanea. L'Henry Hub americano ha un tetto a ~6-7$/MMBtu, oltre il quale l'esportazione di GNL diventa antieconomica. La convergenza avverrà quando il vero inverno colpirà l'Europa: il TTF dovrà salire per attrarre GNL sul mercato globale, coprendo i costi statunitensi. Sarà un rialzo guidato dall'Europa.

La forbice tra Henry Hub (USA) e TTF (Europa) a dicembre 2025 si spiega così: in Europa, stoccaggi pieni (oltre il 95%) e un autunno mite deprimono la domanda, abbassando i prezzi. Negli USA, la prima ondata di freddo intenso fa esplodere la domanda per riscaldamento, mentre le forti esportazioni di GNL e il rischio di freeze-offs in Texas (che riducono l’offerta) spingono i prezzi alle stelle. Due mercati divisi da condizioni climatiche opposte.