Alessandro Nava

Ingegnere energetico, amministratore immobiliare. Amo correre, fuggo da previsioni errate sulle commodities!

Boom del prezzo del gas in Europa! Spiegazioni e sviluppi

Il TTF è salito da 27 a 37 €/MWh in pochi giorni (8-16/01/2026). A differenza del Brent (calato dopo le tensioni Iran), il gas resta alto per motivi strutturali: freddo intenso in Europa, scorte in rapido calo, offerta fragile di GNL, tensioni in Medio Oriente e attacchi alle infrastrutture in Ucraina. Il mercato europeo del gas è ora più sensibile alla domanda fisica che alla geopolitica pura.

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Geopolitica e commodities: come gli eventi muovono i mercati

La geopolitica muove i prezzi delle commodities. Conflitti, sanzioni e tensioni in aree produttive (come Ucraina per il grano o il Medio Oriente per il petrolio) interrompono le forniture, generano incertezza e fanno impennare i listini. Per navigare questa volatilità, gli investitori possono diversificare geograficamente, monitorare le notizie e mantenere un orizzonte di lungo periodo. Comprendere questo legame è ormai una competenza finanziaria essenziale.

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Catene energetiche a rischio: la Nigeria nuovo player?

La Nigeria, 15° produttore mondiale di petrolio, è un nodo critico per le forniture globali. La presenza di major come Eni, Shell ed ExxonMobil ne conferma il valore strategico. Tuttavia, sabotaggi nel delta del Niger, pirateria e instabilità regionale minacciano costantemente la sua produzione. Una crisi qui, data la qualità del suo greggio e la dipendenza europea, può far impennare i prezzi mondiali del petrolio. La fragilità energetica passa anche per l’Africa.

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Venezuela e petroliere:come il blocco USA impatta i mercati

USA bloccano 3 petroliere dirette in Venezuela, legate a Iran e Cina, per far rispettare le sanzioni. Azione geopoliticamente significativa, ma i mercati petroliferi reagiscono poco per volumi limitati e offerta globale adeguata. L’evento segnala l’intensificarsi della guerra delle sanzioni e l’emergere di rotte energetiche parallele e opache.

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