Prezzi alla produzione +13,8% a settembre: energia e rischi per le imprese italiane
Istat: a settembre 2026 prezzi industriali +13,8% annuo, ma +3,5% sul mercato interno escludendo l’energia. Quali rischi per margini, inflazione e BTP.
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Istat: a settembre 2026 prezzi industriali +13,8% annuo, ma +3,5% sul mercato interno escludendo l’energia. Quali rischi per margini, inflazione e BTP.

Eurostat: debito pubblico italiano al 139,9% del PIL nel secondo trimestre 2026, dal 138,6% del trimestre precedente. Numeri, confronti UE e implicazioni per chi investe in BTP.

Stellantis chiude il terzo trimestre 2026 con ricavi a 37,6 miliardi, perdita di 453 milioni e cassa industriale negativa per 4 miliardi. Numeri, rischi e guidance.

A settembre 2026 i prestiti bancari corretti crescono del 4,2% annuo alle imprese e del 3,1% alle famiglie nell’Eurozona. M3 al 3,5%: cosa dicono i dati BCE a investitori e risparmiatori italiani.

L’indagine BCE del 27 ottobre segnala un saldo netto della domanda di mutui a -27% nell’Eurozona, contro lo 0% in Italia. I numeri, le differenze rispetto ai prestiti alle imprese e i rischi per banche e investitori.

Unipol ha raccolto 2,46 miliardi con il 98,42% delle nuove azioni sottoscritte. Diritti residui in Borsa il 28-29 ottobre: numeri, scadenze e rischi per gli azionisti.
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Tensioni Iran-USA: petrolio già caro (+15% da inizio 2026), gas diviso. USA ai minimi per offerta abbondante, Europa sale (+12%) per timori su Hormuz e scorte. Ma nuova ondata GNL qatariota e americana in arrivo potrebbe frenare i prezzi globali. Il mercato sconta rischi diversi.

La geopolitica muove i prezzi delle commodities. Conflitti, sanzioni e tensioni in aree produttive (come Ucraina per il grano o il Medio Oriente per il petrolio) interrompono le forniture, generano incertezza e fanno impennare i listini. Per navigare questa volatilità, gli investitori possono diversificare geograficamente, monitorare le notizie e mantenere un orizzonte di lungo periodo. Comprendere questo legame è ormai una competenza finanziaria essenziale.

Nel 2025 l’indice S&P 500 ha distribuito 78,92$ di dividendi per azione, record storico e 16° anno consecutivo di aumenti secondo S&P Dow Jones Indices. I dividendi rappresentano una componente significativa del rendimento totale dell’indice, con reinvestimenti che amplificano la performance nel lungo periodo. Pur con dividend yield relativamente basso, l’aumento costante dei pagamenti riflette profitti stabili e disciplina societaria in un contesto di mercati resilienti.
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