Il Brent è un benchmark del greggio, distinto dal WTI e dal prezzo degli strumenti che lo seguono.
Benchmark da distinguereBrent
Dato non recente · ultima rilevazione 29 set 2026, 02:00 · MARKETSTACK. Non è un prezzo corrente.
Storico locale · chiusure giornaliere
Andamento di Petrolio Brent
65 rilevazioni dal 01 lug 2026 al 29 set 2026 · usd/bbl. Fonte: MARKETSTACK. Dati storici di fine giornata, non intraday né in tempo reale.
Leggi i dati del grafico in tabella
Rilevazioni di fine giornata per Petrolio Brent (usd/bbl)
Data
Valore
01 lug 2026
71,57 usd/bbl
02 lug 2026
71,80 usd/bbl
03 lug 2026
72,102 usd/bbl
06 lug 2026
71,99 usd/bbl
07 lug 2026
74,16 usd/bbl
08 lug 2026
78,02 usd/bbl
09 lug 2026
76,30 usd/bbl
10 lug 2026
76,01 usd/bbl
13 lug 2026
83,30 usd/bbl
14 lug 2026
84,73 usd/bbl
15 lug 2026
84,95 usd/bbl
16 lug 2026
84,23 usd/bbl
17 lug 2026
88,10 usd/bbl
20 lug 2026
89,22 usd/bbl
21 lug 2026
91,01 usd/bbl
22 lug 2026
94,07 usd/bbl
23 lug 2026
100,69 usd/bbl
24 lug 2026
98,38 usd/bbl
27 lug 2026
87,932 usd/bbl
28 lug 2026
84,09 usd/bbl
29 lug 2026
90,74 usd/bbl
30 lug 2026
86,88 usd/bbl
31 lug 2026
87,93 usd/bbl
03 ago 2026
83,77 usd/bbl
04 ago 2026
79,36 usd/bbl
05 ago 2026
79,45 usd/bbl
06 ago 2026
82,49 usd/bbl
07 ago 2026
83,55 usd/bbl
10 ago 2026
87,72 usd/bbl
11 ago 2026
88,91 usd/bbl
12 ago 2026
88,98 usd/bbl
13 ago 2026
87,07 usd/bbl
14 ago 2026
88,52 usd/bbl
17 ago 2026
90,87 usd/bbl
18 ago 2026
91,02 usd/bbl
19 ago 2026
91,62 usd/bbl
20 ago 2026
93,78 usd/bbl
21 ago 2026
94,39 usd/bbl
24 ago 2026
92,17 usd/bbl
25 ago 2026
88,58 usd/bbl
26 ago 2026
87,84 usd/bbl
27 ago 2026
88,52 usd/bbl
28 ago 2026
88,29 usd/bbl
31 ago 2026
90,49 usd/bbl
01 set 2026
94,65 usd/bbl
02 set 2026
95,63 usd/bbl
03 set 2026
95,52 usd/bbl
04 set 2026
96,28 usd/bbl
07 set 2026
97,161 usd/bbl
08 set 2026
97,92 usd/bbl
09 set 2026
101,21 usd/bbl
10 set 2026
107,63 usd/bbl
11 set 2026
104,61 usd/bbl
14 set 2026
105,68 usd/bbl
15 set 2026
108,75 usd/bbl
16 set 2026
105,83 usd/bbl
17 set 2026
104,82 usd/bbl
18 set 2026
103,87 usd/bbl
21 set 2026
100,34 usd/bbl
22 set 2026
99,25 usd/bbl
23 set 2026
103,08 usd/bbl
24 set 2026
106,60 usd/bbl
25 set 2026
104,32 usd/bbl
28 set 2026
105,28 usd/bbl
29 set 2026
103,469 usd/bbl
Profilo del benchmark
Il Brent è uno dei principali riferimenti internazionali per il prezzo del petrolio greggio. Il contratto ICE Brent Crude Futures è negoziato su ICE Futures Europe e fa riferimento al mercato del greggio del Mare del Nord; il prezzo è espresso in dollari per barile. Su StartInvesting questa pagina serve a seguire il benchmark, il suo storico di fine giornata e gli articoli collegati, distinguendo il Brent da altri riferimenti del petrolio come il WTI.
Come leggere questo mercato
Il valore di riferimento del Brent dipende da contratto, scadenza, unità, valuta e data della rilevazione. Una quotazione differita non è un prezzo eseguibile in tempo reale; per confrontarla con altre serie verifica sempre questi elementi e la fonte.
Il riferimento qui seguito è il contratto Brent Crude Futures negoziato su ICE Futures Europe, espresso in dollari per barile; non è il prezzo di ogni barile di petrolio. Fonte del profilo: ICE Futures Europe — Brent Crude Futures.
Prima di confrontare due prezzi
Controlla la piazza e il contratto di riferimento, l'unità di misura, la valuta e il momento di aggiornamento. I prezzi di strumenti finanziari collegati possono comportarsi in modo diverso dalla materia prima.
Il TTF è salito da 27 a 37 €/MWh in pochi giorni (8-16/01/2026). A differenza del Brent (calato dopo le tensioni Iran), il gas resta alto per motivi strutturali: freddo intenso in Europa, scorte in rapido calo, offerta fragile di GNL, tensioni in Medio Oriente e attacchi alle infrastrutture in Ucraina. Il mercato europeo del gas è ora più sensibile alla domanda fisica che alla geopolitica pura.
Il crollo del petrolio segnala una forte preoccupazione per l'economia globale. L'offerta è in crescita (OPEC+, possibili flussi russi), ma la domanda cala in USA, Europa e Cina. Questo ribasso, simile a quelli pre-crisi del 2008 e 2020, anticipa un brusco rallentamento economico mondiale, superando persino le attuali tensioni geopolitiche.
Fine 2025: il petrolio cala per domanda debole (soprattutto Cina) e offerta solida. Le tensioni in Venezuela e Ucraina indeboliscono l'OPEC+, ma una pace in Ucraina potrebbe aumentare l'offerta russa, spingendo ancora i prezzi al ribasso. Prospettive 2026: volatilità su eventi geopolitici, ma trend moderato per via della transizione energetica e dell'offerta abbondante.
Lo stretto di Hormuz, via cruciale per il petrolio globale, è spesso minacciato di blocco dall’Iran, ma non è mai stato chiuso. Le ultime tensioni hanno spinto i mercati a ignorare la retorica, con petrolio e gas in calo. L’Iran dipende troppo dalle esportazioni, e una chiusura scatenerebbe una risposta militare. I trader sanno che è una minaccia vuota, e i prezzi riflettono questa certezza. Hormuz resterà aperto, e il mercato continuerà a scommettere sulla stabilità.
Approfondimento sulla reazione dei mercati e delle commodities all'inasprimento del conflitto israele-Iran. Nello specifico un'attenzione sull'andamento del petrolio e sulle motivazioni che potrebbero far esplodere il suo prezzo.
Il Brent è sceso sotto i 60$ dopo un rimbalzo a 65$, spinto da: Crollo importazioni Cina per crisi immobiliare e industria in difficoltà Aumento produzione OPEC+ (+411k barili/giorno), forse per pressare il fracking USA Rallentamento globale che frena la domanda Scenario: Breve termine: possibile test a 55$ OPEC+ potrebbe intervenire se scende sotto i 50$ Opportunità per trader (ETF inversi) e investitori
Riconoscimento Somaliland e tensioni Arabia Saudita-UAE minacciano lo stretto di Bab al-Mandab, via critica per petrolio e GNL. Aumentano rischio geopolitico strutturale, premio sul prezzo del greggio e volatilità, costringendo a ricalcolare rotte e strategie d'investitore.
La situazione geopolitica intorno al prezzo del petrolio, la possibilità di picchi sopra i 150$ al barile e il rischio dell'intervento di altri attori.
La Nigeria, 15° produttore mondiale di petrolio, è un nodo critico per le forniture globali. La presenza di major come Eni, Shell ed ExxonMobil ne conferma il valore strategico. Tuttavia, sabotaggi nel delta del Niger, pirateria e instabilità regionale minacciano costantemente la sua produzione. Una crisi qui, data la qualità del suo greggio e la dipendenza europea, può far impennare i prezzi mondiali del petrolio. La fragilità energetica passa anche per l'Africa.
USA bloccano 3 petroliere dirette in Venezuela, legate a Iran e Cina, per far rispettare le sanzioni. Azione geopoliticamente significativa, ma i mercati petroliferi reagiscono poco per volumi limitati e offerta globale adeguata. L'evento segnala l'intensificarsi della guerra delle sanzioni e l'emergere di rotte energetiche parallele e opache.
La transizione energetica sta scatenando una corsa globale a litio, rame e cobalto, i nuovi "petroli". Mentre la domanda esplode (rame a deficit, litio +500%), l'offerta è concentrata in pochi paesi, creando rischi geopolitici. Questi metalli sono le vere armi del XXI secolo. L'articolo analizza scenari di investimento, dagli ETF alle azioni dei maggiori produttori, per navigare questa rivoluzione.
Gli attacchi alla "flotta ombra" russa, la rete di petroliere che elude le sanzioni, generano volatilità nei prezzi del petrolio. Finora l'impatto è contenuto per l'ampia offerta globale e la capacità russa di rimpiazzare le navi. Tuttavia, questi eventi introducono un premio al rischio permanente. La reazione di Mosca (escalation, ritorsioni via OPEC+) sarà cruciale per gli scenari futuri del mercato.