Come si comporterà il gas con la situazione mediorientale?
L'andamento del prezzo del gas in funzione delle tensioni mediorientali. Come si stanno comportando Henry Hub e TTF europeo? Guarda come potresti investire!
TTF, PSV e Henry Hub descrivono mercati differenti.
Nessun prezzo corrente verificato. I benchmark non vengono fusi in un valore unico.
TTF è un riferimento europeo, PSV riguarda il mercato italiano, Henry Hub quello statunitense. Il prezzo della materia prima non equivale alla bolletta domestica.
Controlla la piazza e il contratto di riferimento, l'unità di misura, la valuta e il momento di aggiornamento. I prezzi di strumenti finanziari collegati possono comportarsi in modo diverso dalla materia prima.

L'andamento del prezzo del gas in funzione delle tensioni mediorientali. Come si stanno comportando Henry Hub e TTF europeo? Guarda come potresti investire!

Il TTF è salito da 27 a 37 €/MWh in pochi giorni (8-16/01/2026). A differenza del Brent (calato dopo le tensioni Iran), il gas resta alto per motivi strutturali: freddo intenso in Europa, scorte in rapido calo, offerta fragile di GNL, tensioni in Medio Oriente e attacchi alle infrastrutture in Ucraina. Il mercato europeo del gas è ora più sensibile alla domanda fisica che alla geopolitica pura.

Il prezzo del gas è in forte calo, offrendo opportunità di acquisto a medio-lungo termine. La debolezza è causata da un inverno mite e negoziati per la pace in Ucraina. Le scadenze forward lontane (es. 2027) sono le più convenienti grazie alle attese di maggiore offerta globale di GNL. Tuttavia, il mercato spot resta volatile per fattori stagionali e geopolitici. La prudenza rimane d'obbligo.

l TTF europeo è basso per il caldo anomalo e stoccaggi pieni, ma è una situazione temporanea. L'Henry Hub americano ha un tetto a ~6-7$/MMBtu, oltre il quale l'esportazione di GNL diventa antieconomica. La convergenza avverrà quando il vero inverno colpirà l'Europa: il TTF dovrà salire per attrarre GNL sul mercato globale, coprendo i costi statunitensi. Sarà un rialzo guidato dall'Europa.

La forbice tra Henry Hub (USA) e TTF (Europa) a dicembre 2025 si spiega così: in Europa, stoccaggi pieni (oltre il 95%) e un autunno mite deprimono la domanda, abbassando i prezzi. Negli USA, la prima ondata di freddo intenso fa esplodere la domanda per riscaldamento, mentre le forti esportazioni di GNL e il rischio di freeze-offs in Texas (che riducono l’offerta) spingono i prezzi alle stelle. Due mercati divisi da condizioni climatiche opposte.

Il prezzo del gas naturale ha vissuto un'autunnale volatilità estrema. Tra agosto e ottobre 2025, si sono susseguiti crolli e picchi. I ribassi, guidati da autunno mite e stoccaggi record, si sono scontrati con risalite violente causate da ondate di freddo inattese e persino da uno short squeeze. Scopri l'analisi dei tre movimenti chiave e i fattori da monitorare per anticipare il futuro del mercato.

Considerando l'esplosione del conflitto in Medioriente il prezzo delle bollette potrebbe rischiare di andare fuori controllo, un po' come successo nel 2022 con il conflitto russo-ucraino. Valutiamo i prezzi attuali e vediamo quali potrebbero essere le migliori soluzioni per non pagare cifre astronomiche per le utenze.

Gas e petrolio sono ai minimi nonostante le tensioni geopolitiche. L’Europa abbandona il gas russo (ora al 13%), ma i prezzi restano bassi. L’OPEC+ aumenta l’offerta, forse per colpire lo shale USA. Analisi e opportunità per investitori.

L’aumento delle tensioni tra India e Pakistan preoccupa non solo dal punto di vista geopolitico, ma anche per i possibili effetti sui mercati. In questo articolo, analizziamo quali commodities potrebbero subire i maggiori rincari e facciamo un parallelismo con altri conflitti recenti per capire come reagiscono i mercati in caso

📉 Il prezzo del gas è crollato a 32€/MWh (-44% in 3 mesi) per domanda ridotta e GNL abbondante. Ma attenzione: stoccaggi bassi, ripresa industriale e tensioni geopolitiche (Ucraina/Hormuz) potrebbero far risalire i prezzi già dal prossimo inverno. Consiglio: valutare contratti a prezzo fisso ora per evitare rincari.

L'Italia ha dismesso quasi tutte le centrali a carbone, ma la crisi energetica riaccende il dibattito. Nonostante costi inferiori al gas, ostacoli tecnici e ambientali rendono improbabile un ritorno. Le riconversioni a gas avanzano, ma la dipendenza energetica dall'estero rimane un problema irrisolto.

L'articolo analizza la possibilità di ripristinare i contratti a lungo termine per il gas russo in Europa, nonostante le tensioni geopolitiche. Oggi solo alcuni gasdotti sono attivi (TurkStream, Brotherhood, Yamal-Europa), con flussi ridotti a 12,8 mld di m³/anno vs i 150 pre-guerra. Il gas russo costerebbe 25-35€/MWh (vs 35-50€ del GNL), ma i rischi politici restano alti. L'Europa è divisa tra convenienza economica e sicurezza energetica, con Paesi come Polonia contrari a nuovi accordi. Il dibattito è aperto.