Dicembre 2025

Catene energetiche a rischio: la Nigeria nuovo player?

La Nigeria, 15° produttore mondiale di petrolio, è un nodo critico per le forniture globali. La presenza di major come Eni, Shell ed ExxonMobil ne conferma il valore strategico. Tuttavia, sabotaggi nel delta del Niger, pirateria e instabilità regionale minacciano costantemente la sua produzione. Una crisi qui, data la qualità del suo greggio e la dipendenza europea, può far impennare i prezzi mondiali del petrolio. La fragilità energetica passa anche per l’Africa.

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Venezuela e petroliere:come il blocco USA impatta i mercati

USA bloccano 3 petroliere dirette in Venezuela, legate a Iran e Cina, per far rispettare le sanzioni. Azione geopoliticamente significativa, ma i mercati petroliferi reagiscono poco per volumi limitati e offerta globale adeguata. L’evento segnala l’intensificarsi della guerra delle sanzioni e l’emergere di rotte energetiche parallele e opache.

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Pensione integrativa in azienda. La soluzione giusta!

Nell’articolo precedente abbiamo specificato i benefici della costruzione di una pensione integrativa complementare privata. Ma aggiungiamo un altro tassello, soprattutto per completare l’articolo precedente. Il fondo di pensione complementare può essere di forma privata, vecchio articolo, o forma negoziale, in azienda. Svariati sono gli elementi affini di sovrapposizione che vado a riportare: I benefici fiscali,

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I “Re Magi” che soppiantano le petromonarchie del greggio!

La transizione energetica sta scatenando una corsa globale a litio, rame e cobalto, i nuovi “petroli”. Mentre la domanda esplode (rame a deficit, litio +500%), l’offerta è concentrata in pochi paesi, creando rischi geopolitici. Questi metalli sono le vere armi del XXI secolo. L’articolo analizza scenari di investimento, dagli ETF alle azioni dei maggiori produttori, per navigare questa rivoluzione.

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La “flotta ombra” russa sotto attacco… e il petrolio?

Gli attacchi alla “flotta ombra” russa, la rete di petroliere che elude le sanzioni, generano volatilità nei prezzi del petrolio. Finora l’impatto è contenuto per l’ampia offerta globale e la capacità russa di rimpiazzare le navi. Tuttavia, questi eventi introducono un premio al rischio permanente. La reazione di Mosca (escalation, ritorsioni via OPEC+) sarà cruciale per gli scenari futuri del mercato.

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Calo dei prezzi del gas: opportunità e rischi sul mercato

Il prezzo del gas è in forte calo, offrendo opportunità di acquisto a medio-lungo termine. La debolezza è causata da un inverno mite e negoziati per la pace in Ucraina. Le scadenze forward lontane (es. 2027) sono le più convenienti grazie alle attese di maggiore offerta globale di GNL. Tuttavia, il mercato spot resta volatile per fattori stagionali e geopolitici. La prudenza rimane d’obbligo.

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Prezzo del petrolio ancora giù! Tempesta perfetta in arrivo?

Il crollo del petrolio segnala una forte preoccupazione per l’economia globale. L’offerta è in crescita (OPEC+, possibili flussi russi), ma la domanda cala in USA, Europa e Cina. Questo ribasso, simile a quelli pre-crisi del 2008 e 2020, anticipa un brusco rallentamento economico mondiale, superando persino le attuali tensioni geopolitiche.

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Petrolio: calo dei prezzi, geopolitica e scenari futuri

Fine 2025: il petrolio cala per domanda debole (soprattutto Cina) e offerta solida. Le tensioni in Venezuela e Ucraina indeboliscono l’OPEC+, ma una pace in Ucraina potrebbe aumentare l’offerta russa, spingendo ancora i prezzi al ribasso. Prospettive 2026: volatilità su eventi geopolitici, ma trend moderato per via della transizione energetica e dell’offerta abbondante.

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Gas Naturale 2026: quali previsioni sui prezzi europei?

l TTF europeo è basso per il caldo anomalo e stoccaggi pieni, ma è una situazione temporanea. L’Henry Hub americano ha un tetto a ~6-7$/MMBtu, oltre il quale l’esportazione di GNL diventa antieconomica. La convergenza avverrà quando il vero inverno colpirà l’Europa: il TTF dovrà salire per attrarre GNL sul mercato globale, coprendo i costi statunitensi. Sarà un rialzo guidato dall’Europa.

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Perché il prezzo di gas in Europa è più basso degli USA?

La forbice tra Henry Hub (USA) e TTF (Europa) a dicembre 2025 si spiega così: in Europa, stoccaggi pieni (oltre il 95%) e un autunno mite deprimono la domanda, abbassando i prezzi. Negli USA, la prima ondata di freddo intenso fa esplodere la domanda per riscaldamento, mentre le forti esportazioni di GNL e il rischio di freeze-offs in Texas (che riducono l’offerta) spingono i prezzi alle stelle. Due mercati divisi da condizioni climatiche opposte.

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