Come detto, nell’articolo precedente, il prezzo del gas sta avendo un forte periodo di debolezza che potrebbe essere interessante per delle strategie di blocco sul medio termine. Diverse forze stanno agendo sul mercato, creando uno scenario complesso con opportunità a lungo termine e piccoli rischi nel breve periodo.
Le cause del declino attuale
Le ultime settimane hanno visto i prezzi del gas scendere significativamente. Questo trend è favorito da due fattori principali.
Come già dicevamo l’avvio dell’inverno è stato relativamente mite su buona parte dell’Europa. Una domanda di riscaldamento inferiore alle attese ha alleggerito la pressione sulle scorte. L’elemento di novità, invece, sono i negoziati in corso sul conflitto in Ucraina che hanno contribuito a calmierare i mercati. La prospettiva di una possibile de-escalation geopolitica riduce il cosiddetto “risk premium”, quella componente del prezzo legata al timore di interruzioni delle forniture.
Le opportunità a lungo termine
L’aspetto più interessante si osserva sulla curva forward dei prezzi. Il gas ha raggiunto livelli interessanti su molte scadenze future.
La maggiore convenienza si concentra soprattutto sulle scadenze più lontane (2027 e anni successivi). Questo sconto riflette le aspettative di un incremento della disponibilità globale di GNL (Gas Naturale Liquefatto). Nuovi progetti di export, come quelli in Qatar e negli Stati Uniti, promettono un mercato più ben fornito nella seconda metà del decennio.
Di seguito i grafici con evidenziato l’andamento della CAL27 e CAL28 negli ultimi due anni. Appare facile notare che c’è una sovrapposizione abbastanza precisa tra i due andamenti, con una “traslazione” verso il basso di circa 1 €/MWh per la CAL28 rispetto alla CAL27.


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La volatilità nel breve termine
Al contrario, il mercato delle consegne immediate mostra dinamiche diverse. I contratti giornalieri (day-ahead) risultano più volatili e, in alcuni casi, più elevati.
Questa forza nel breve periodo è dovuta a fattori contingenti. Tra questi, una minore disponibilità stagionale di produzione di energia rinnovabile (solare ed eolica), che aumenta la dipendenza dalle fonti fossili per la generazione elettrica. La mancanza di stoccaggi di punta in alcune regioni può anche causare picchi di prezzo in giornate di forte domanda.
Le principali criticità da monitorare
Nonostante il trend al ribasso, il mercato rimane fragile. Diversi fattori potrebbero invertire la rotta (come accennato nell’articolo precedente):
- L’evoluzione della stagione invernale: un improvviso e prolungato picco di freddo in Europa o in Asia potrebbe far impennare la domanda;
- La competizione internazionale sul GNL: l’Europa deve competere per le cargo con l’Asia, soprattutto se la ripresa economica cinese accelererà;
- Fattori logistici: I prezzi dei noli marittimi per le metaniere sono in crescita, aumentando i costi di trasporto del GNL;
- Variazioni dell’export statunitense: il maggiore produttore al mondo di GNL potrebbe vedere fluttuazioni nelle esportazioni legate a picchi di fabbisogno interno durante l’inverno;
- Possibile incagliamento dei negoziato russo–ucraini: rimangono dubbi sulla cessione della parte del Donbass ancora in mano alle forze ucraine.
Conclusioni
Il mercato del gas sta vivendo un momento di transizione. La prospettiva di maggiore offerta a lungo termine offre opportunità per gli acquisti forward. Tuttavia, la volatilità rimane alta nel breve termine, alimentata da variabili meteorologiche e geopolitiche.
Gli investitori e le aziende dovrebbero adottare una visione bilanciata, cogliendo le opportunità di prezzo a lungo termine senza sottovalutare i rischi immediati. La diversificazione delle fonti e una gestione attenta del rischio rimangono fondamentali.
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Questo articolo è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Si consiglia di consultare un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento.




