I prezzi del greggio e del gas naturale europeo (TTF) hanno registrato un deciso +10% in questi giorni, a partire dall’8 gennaio fino ad oggi (13 gennaio). La causa principale è il crescente rischio di escalation del conflitto in Iran, che sta alimentando timori sull’approvvigionamento energetico globale.
Cosa è successo ai mercati?
In questi ultimi giorni il mercato ha anticipato la possibile escalation del conflitto. Gli operatori hanno reagito con nervosismo alle notizie provenienti dal Medio Oriente. Il prezzo del petrolio Brent ha toccato i 64 dollari al barile, che non toccava da fine ottobre. Contemporaneamente, il prezzo del gas TTF, il benchmark europeo, ha seguito la stessa onda rialzista, tornado sopra i 30 €/MWh, prezzo che non toccava dal fine novembre.
Questo movimento sincronizzato evidenzia come la regione resti un crocevia critico per i flussi energetici mondiali. Un qualsiasi segnale di instabilità si ripercuote immediatamente sulle quotazioni.

La rapida crescita del Brent negli ultimi giorni. Fonte
Il motore della volatilità : il fattore Iran
La tensione geopolitica è il driver principale. Anche la sola percezione di rischio in aree produttrici può innescare forti movimenti speculativi. Diverse fonti riportano una crescita delle tensioni nella regione, che sembrano indirizzate ad un inasprimento delle azioni militari. Queste notizie fanno temere possibili interruzioni nelle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il trasporto del greggio e del GNL qatariota.
Problematica che avevamo già evidenziato per le tensioni nello stretto di Bab Al-Mandab nell’articolo precedente.
Implicazioni per investitori e consumatori
Cosa significa questo rally per i mercati?
- Inflazione: Un rialzo prolungato dell’energia potrebbe rallentare la discesa dell’inflazione, influenzando le politiche delle banche centrali;
- Portafogli: I titoli del settore energetico e gli ETF legati alle materie prime hanno beneficiato del rialzo. Attenzione, però, alla volatilità ;
- Bolle Familiari: Se la tensione sul TTF persiste, potrebbe tradursi in futuri rincari per le bollette del gas in Europa.
Prospettive e cosa monitorare
Il mercato rimane in una fase “risk-on” guidata dalle notizie. La direzione futura dipenderà dall’evoluzione geopolitica. Gli investitori dovrebbero osservare:
- I report settimanali sulle scorte di petrolio degli Stati Uniti;
- Le dichiarazioni ufficiali dei principali attori coinvolti nella crisi;
- I dati sulla domanda, in particolare dalla Cina, che potrebbero compensare o amplificare lo shock geopolitico.
In conclusione, l’inizio del 2025 ci ricorda che la geopolitica è un fattore di mercato primario. La stretta correlazione tra petrolio e gas in questa fase mostra la fragilità dell’equilibrio energetico. In un contesto così fluido, la diversificazione e un approccio cauto rimangono strategie fondamentali.
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Questo articolo è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Si consiglia di consultare un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento.




