Se ci seguite da un po’ di tempo vi sarete accorti di quanto la volatilità dei prezzi delle commodities sia legata sempre più strettamente ad eventi politici e/o militari. I mercati delle materie prime sono un termometro sensibile della stabilità globale. Facilmente ci si aspetterebbe che il prezzo del petrolio, del grano o dei metalli possa trovare l’equilibrio nel punto di incontro tra domanda e offerta fisica. È, sicuramente, sempre stato correlato a molto altro, ma negli ultimi tempi questo è diventato ancora più evidente. Ecco giusto due articoli recenti a riguardo che abbiamo fatto: grano e petrolio. Questo articolo esplora il legame indissolubile tra eventi geopolitici e la volatilità dei prezzi delle commodities.
Perché la geopolitica è un driver critico
Le commodities sono risorse fisiche estratte o coltivate in luoghi specifici del pianeta. Questa localizzazione geografica le rende vulnerabili. Anche il fatto che i maggiori consumatori abbiano una definita posizione geografica incrementa la vulnerabilità di certi punti di passaggio.
Conflitti, sanzioni, instabilità politica o semplici tensioni diplomatiche nelle regioni produttrici possono interrompere le catene di approvvigionamento. Queste interruzioni generano immediatamente incertezza sul mercato. Gli operatori, temendo scarsità future, spingono i prezzi al rialzo.
Esempio recente è quello del conflitto russo-ucraino che, ai suoi inizi, ha spinto al rialzo i prezzi di grano, gas naturale e petrolio. Altro esempio, ancora più recente, di questi giorni, è quello dei venti di guerra in Iran. Quest’ultima realtà ha alzato i prezzi di Brent e gas naturale al TTF del 10% in pochi giorni. Ma, successivamente all’allentamento delle tensioni, già stamattina (15/01/2026) il prezzo del Brent è passato dai 65 ai 62$/barile in poche ore.

Le montagne russe dei prezzi del Brent in questi giorni. Fonte: Trading economics
Altri esempi recenti e utili per spunti futuri:
1. Energia: Petrolio e Gas Naturale
Lo Stretto di Hormuz, il Mar Caspio, il Mare del Nord sono snodi geopolitici critici. Un attacco a una piattaforma petrolifera o una minaccia di chiusura di rotte commerciali fa immediatamente impennare il prezzo del Brent. La guerra in Ucraina ha dimostrato come la dipendenza energetica possa essere usata come arma. La riduzione delle esportazioni di gas russo ha causato volatilità estrema nei mercati europei del gas.
2. Grano e sicurezza alimentare
Ucraina e Russia sono note come il “granaio d’Europa”. Il conflitto ha bloccato i porti del Mar Nero, fermando milioni di tonnellate di grano. Questo ha fatto salire i prezzi e ha minacciato la sicurezza alimentare di molte nazioni africane. Mostra come un evento geopolitico in una regione possa scatenare effetti a catena sull’inflazione e sulla stabilità sociale in continenti lontani.
3. Metalli strategici e tecnologia
La transizione energetica aumenta la domanda di litio, cobalto e terre rare. La produzione di molti di questi metalli è concentrata in pochi paesi. Tensioni commerciali tra Cina (dominante nella lavorazione) e Occidente, o proteste in grandi paesi minerari come il Cile, creano immediatamente pressioni sui prezzi. Influenzano direttamente i costi di produzione, soprattutto per prodotti utilizzati fortemente per la transizione energetica (auto elettriche, pannelli solari…).
Come gli investitori possono navigare l’instabilità
La volatilità geopolitica non è eliminabile, ma può essere gestita. Ecco alcune strategie:
- Diversificazione geografica: investire in fondi o ETF che replicano panieri di commodities o aziende operanti in diverse aree geografiche riduce il rischio paese;
- Attenzione alle notizie: monitorare fonti affidabili di analisi geopolitica è cruciale quanto l’analisi finanziaria;
- Orizzonte di lungo periodo: gli shock dei prezzi sempre sono successi e sicuramente non mancheranno in futuro. Spesso queste instabilità causano picchi di breve termine. Un orizzonte d’investimento solido aiuta a non farsi travolgere dall’emotività del mercato. Valutare piuttosto un piano di accumulo che sia in grado di assorbire le altalene dei prezzi potrebbe essere una valida soluzione.
Conclusione: un legame inevitabile
La relazione tra geopolitica e prezzi delle commodities è profonda e destinata a durare. In un mondo globalizzato, un evento in un angolo remoto del pianeta può risuonare nei portafogli di tutti. Comprendere queste dinamiche non è più solo per esperti di relazioni internazionali. È una competenza finanziaria essenziale per chiunque voglia comprendere le forze che modellano l’economia reale e i mercati.
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