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Manovra 2027, più IRAP sull'energia: proposta e rischi per A2A e Iren

La manovra 2027 propone una maggiorazione IRAP di 5 punti per le aziende energetiche nel 2027 e di 3 nel 2028-2029. Il 2 novembre A2A e Iren arretrano: quali rischi valutare per utili e dividendi.

Di Redazione StartInvesting · Pubblicato 3 novembre 2026 · Aggiornato 3 novembre 2026
Illustrazione concettuale di un impianto energetico, una rete elettrica italiana in miniatura e documenti fiscali con calcolatrice su una scrivania.

Immagine illustrativa generata con IA; non è una fotografia dell’evento.

Una nuova voce fiscale entra nelle valutazioni degli investitori delle utility italiane. Il disegno di legge di bilancio 2027 prevede, secondo il testo illustrato dalla stampa specializzata, una maggiorazione IRAP per alcune imprese energetiche. Lunedì 2 novembre 2026, nella mattinata di contrattazioni a Milano, il tema ha contribuito a mettere sotto pressione A2A e Iren. La proposta non è ancora legge: entità definitiva, imprese interessate e gli effetti sui bilanci dipenderanno dall'iter parlamentare e dall'applicazione concreta.

Che cosa propone la manovra 2027

Secondo la ricostruzione dell'articolo 21 del disegno di legge di bilancio 2027, pubblicata il 2 novembre da Fisco e Tasse, l'aliquota IRAP per le imprese individuate in base alle attività prevalenti e ai codici ATECO dell'allegato verrebbe maggiorata di 5 punti percentuali per il periodo d'imposta 2027 e di 3 punti per ciascuno dei periodi 2028 e 2029, assumendo un esercizio coincidente con l'anno solare.

È importante non confondere la maggiorazione con l'aliquota complessiva. La documentazione della Camera sulla disciplina vigente indica un'aliquota IRAP ordinaria del 3,9%, con una maggiorazione temporanea di 2 punti per il comparto energetico nel 2026 e nel 2027, prevista dal decreto-legge 21/2026. La nuova proposta sostituirebbe nel 2027 quella maggiorazione di 2 punti per i soggetti interessati, anziché sommarsi a essa. Usando esclusivamente l'aliquota ordinaria come esempio, si passerebbe quindi dal 5,9% del regime temporaneo all'8,9% proposto per il 2027; sono valori illustrativi, non una determinazione dell'aliquota effettiva di ogni società, che può dipendere anche dal regime applicabile.

La ricostruzione del ddl segnala inoltre un divieto di trasferire direttamente o indirettamente alla clientela il maggiore carico fiscale mediante prezzi, tariffe, commissioni o altri oneri. Questo aspetto è rilevante per le attività regolate: in linea teorica riduce lo spazio per compensare la tassa con rincari ai clienti, ma non determina da solo la variazione finale dell'utile.

La reazione di A2A e Iren a Piazza Affari

Nel dispaccio Reuters del 2 novembre, aggiornato alle 10:40, A2A era indicata in calo del 3,4% e Iren del 2,2% nella fotografia di mercato delle ore 10:00. Non si tratta delle variazioni definitive di chiusura e non è possibile isolare meccanicamente quale quota di quei movimenti dipenda dall'IRAP: nello stesso contesto Reuters cita anche le aspettative sui tassi d'interesse.

Il dispaccio riporta alcune stime attribuite a Banca Akros: per A2A un possibile effetto di 30 milioni di euro, pari al 4,6% dell'utile netto 2027; per Iren il 3,3% dell'utile netto 2027. Reuters cita anche stime relative al 2026, un periodo fiscale distinto che non deve essere confuso con la proposta della manovra 2027. Sono valutazioni di un intermediario, non risultati comunicati dalle società né impatti già acquisiti. Le stime dipendono dalle ipotesi sui futuri imponibili e dalla formulazione finale della norma.

Perché conta per chi investe in azioni e dividendi

L'IRAP colpisce il valore della produzione netta secondo regole proprie: non equivale a una semplice imposta applicata all'utile netto. Per stimare il peso reale della maggiorazione occorre quindi partire dalla base imponibile della singola attività, non moltiplicare automaticamente i profitti per 5%. Una pressione fiscale più elevata può incidere su risultato netto, capacità di investimento e cassa disponibile, ma gli effetti variano molto tra distribuzione, produzione, servizi regolati e altre attività del gruppo.

Chi detiene A2A, Iren o altre società energetiche dovrebbe distinguere tre livelli: il costo fiscale atteso, la capacità di recuperarlo nei contratti o nelle tariffe e il margine disponibile per investimenti e remunerazione degli azionisti. Un utile atteso inferiore può aumentare la pressione sui multipli di Borsa; non implica però automaticamente un taglio del dividendo, che dipende anche da flussi di cassa, indebitamento e politiche societarie.

Per un investitore diversificato il tema non riguarda solo il singolo titolo: il rischio regolatorio è una variabile specifica del settore, diversa da oscillazioni dei prezzi del gas o dalle decisioni sui tassi. Nel sito abbiamo già affrontato il contesto più ampio delle misure della manovra 2027 per banche, assicurazioni e BTP; la novità qui esaminata riguarda invece la tassazione delle imprese energetiche e le valutazioni di Borsa del 2 novembre.

Cosa controllare nelle prossime settimane

Il primo passaggio è la verifica del testo parlamentare definitivo, con particolare attenzione all'elenco delle attività interessate, alla decorrenza e al coordinamento con il decreto energia 2026. Il secondo è la quantificazione nelle presentazioni e nelle guidance ufficiali delle aziende. Il terzo è la valutazione degli effetti su dividendi, investimenti e leva finanziaria. Finché la disposizione resta nel disegno di legge, le proiezioni rimangono scenari e non tasse già consolidate nei conti.

Fonti e data di lettura: dossier della Camera sulla tassazione del settore produttivo e norma vigente (consultato il 2 novembre 2026); analisi del ddl pubblicata da Fisco e Tasse il 2 novembre 2026; Reuters, aggiornamento delle 10:40 del 2 novembre 2026; ricostruzione generale del testo della manovra di PMI.it, aggiornata il 1° novembre 2026. Il testo integrale ufficiale dell'articolo 21 del nuovo disegno di legge non era direttamente reperibile nelle fonti istituzionali consultate: cifre e formulazione proposte richiedono conferma sull'articolato parlamentare.

Fonti e riferimenti

Contenuto informativo generale, non consulenza finanziaria personalizzata. I dati di mercato possono essere ritardati o incompleti: verifica le informazioni importanti presso le fonti originali.

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