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Leonardo ha aumentato la previsione degli ordini 2026 a circa 29,5 miliardi di euro, rispetto ai 28,2 miliardi indicati in precedenza. La revisione arriva con i risultati dei primi nove mesi, approvati dal consiglio di amministrazione e comunicati il 5 novembre 2026: nuovi ordini per 23,27 miliardi (+27,8% rispetto a gennaio-settembre 2025), ricavi per 15,35 miliardi (+14,2%) ed EBITA a 1,30 miliardi (+37,7%). La lettura dei dati richiede però una distinzione: una parte della crescita riflette l'ingresso nel gruppo di Iveco Defence Vehicles (IDV), acquisita a marzo.
I conti di Leonardo nei primi nove mesi del 2026
Secondo il comunicato ufficiale sui risultati al 30 settembre 2026, il portafoglio ordini ha raggiunto 60,37 miliardi di euro, il 27,7% in più rispetto ai 47,26 miliardi di settembre 2025. Gli ordini ricevuti nel periodo sono stati 23,27 miliardi, contro 18,21 miliardi l'anno precedente. Il rapporto tra nuovi ordini e ricavi, il cosiddetto book-to-bill, è stato di circa 1,5: per ogni euro di ricavi del periodo il gruppo ha acquisito circa un euro e mezzo di ordini.
La redditività operativa migliora più del fatturato: l'EBITA passa da 945 milioni a 1.301 milioni, mentre il ROS (EBITA in percentuale sui ricavi) sale dal 7,0% all'8,5%, un incremento di 1,5 punti percentuali. Il risultato netto adjusted raggiunge 812 milioni, in aumento del 74,2% rispetto a 466 milioni. Quest'ultimo è un indicatore rettificato: non va confuso automaticamente con l'utile netto contabile.
Quanto pesa l'acquisizione di Iveco Defence Vehicles?
Leonardo ha finalizzato il 18 marzo 2026 l'acquisizione delle attività difesa di Iveco Group per circa 1,6 miliardi di euro. IDV contribuisce al portafoglio ordini per circa 6 miliardi e modifica il confronto tra i due esercizi. Per valutare meglio la crescita del business già esistente, il gruppo pubblica anche numeri a perimetro omogeneo, cioè escludendo IDV: ordini a 22,28 miliardi (+22,4%), ricavi a 14,66 miliardi (+9,0%) ed EBITA a 1,22 miliardi (+29,3%).
Il dato rilevante per l'investitore è che la crescita rimane consistente anche senza l'acquisizione, ma è meno elevata di quella consolidata. È una differenza importante quando si stimano le prospettive future e si confrontano i multipli di valutazione. Il portafoglio ordini, inoltre, rappresenta commesse da eseguire nel tempo: non coincide con fatturato già realizzato né con cassa già incassata.
Guidance 2026: migliorano gli ordini, confermati gli altri obiettivi
Leonardo ha rivisto al rialzo soltanto la previsione degli ordini, da circa 28,2 a 29,5 miliardi, includendo IDV. Restano confermati gli obiettivi per il 2026: ricavi per circa 22,1 miliardi, EBITA per circa 2,21 miliardi, flusso di cassa operativo (Free Operating Cash Flow, FOCF) per circa 1,37 miliardi e indebitamento netto per circa 2,2 miliardi. Sono stime societarie, non risultati già acquisiti; la società indica tra le ipotesi della guidance anche specifici tassi di cambio e segnala l'incertezza legata a geopolitica, catene di fornitura e inflazione.
Per raggiungere il nuovo obiettivo sugli ordini, dopo i 23,27 miliardi dei primi nove mesi, occorrerebbero circa 6,23 miliardi di nuovi ordini nel quarto trimestre (29,50 meno 23,27). Il calcolo misura la distanza dal target, non una previsione indipendente di contratti futuri.
Cassa e debito: il passaggio cruciale dell'ultimo trimestre
Il FOCF dei primi nove mesi è ancora negativo per 68 milioni di euro, ma migliora rispetto ai -426 milioni dello stesso periodo del 2025. Senza IDV sarebbe positivo per 22 milioni, secondo la ricostruzione fornita dall'azienda. La differenza non cancella la necessità di monitorare incassi, anticipi sui contratti e investimenti nell'ultima parte dell'anno.
Un confronto aritmetico chiarisce la rilevanza della chiusura d'esercizio: per realizzare la guidance annua di circa 1,37 miliardi di FOCF, partendo da -68 milioni a settembre, il solo quarto trimestre dovrebbe contribuire per circa 1,44 miliardi. È un valore implicito negli obiettivi, non una garanzia; nei grandi programmi industriali le dinamiche di incasso sono spesso concentrate in alcuni periodi.
L'indebitamento netto al 30 settembre è pari a 3,325 miliardi, contro 2,313 miliardi un anno prima; l'azienda collega l'aumento principalmente all'esborso per IDV. Il target di fine anno di circa 2,2 miliardi implica una significativa riduzione rispetto al dato di settembre, se rispettato. Il target di indebitamento netto non include l'acquisizione di Raft annunciata da Leonardo DRS né eventuali altre operazioni straordinarie.
Cosa osservare sul titolo Leonardo
Per chi segue le azioni Leonardo (LDO) e i dati di mercato della società, tre elementi hanno un peso maggiore del solo aumento percentuale dell'utile: crescita a perimetro omogeneo, mantenimento del miglioramento del margine EBITA e conversione degli ordini in ricavi e flussi di cassa. Nel comparto difesa, le grandi commesse sostengono la visibilità commerciale, ma tempi di realizzazione, margini contrattuali, spese per capacità produttiva e rischi di esecuzione possono incidere sui risultati effettivi.
Il quadro dei nove mesi mostra un miglioramento operativo e una revisione positiva delle attese commerciali. Non dimostra, da solo, che il titolo sia conveniente agli attuali prezzi: per una valutazione servono anche quotazione, capitalizzazione, debito, generazione di cassa sostenibile e rischi del portafoglio ordini. Le informazioni hanno finalità informative e non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento.
Fonte primaria: Leonardo, comunicato sui risultati dei primi nove mesi 2026, pubblicato il 5 novembre 2026 (documento ufficiale diffuso al mercato tramite Euronext Milan, copia PDF).
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