
FinecoBank chiude i primi dieci mesi del 2026 con 14,798 miliardi di euro di raccolta netta, contro 10,749 miliardi nello stesso periodo del 2025. Il dato, diffuso il 5 novembre 2026 insieme ai conti al 30 settembre, mette in luce un fenomeno interessante: cresce soprattutto il denaro indirizzato ai titoli amministrati, mentre i depositi e il risparmio gestito seguono dinamiche diverse. Per chi osserva l’azione Fineco, la qualità della raccolta è importante almeno quanto la sua quantità.
Il documento societario distingue le informazioni relative ai nove mesi terminati il 30 settembre dagli aggiornamenti commerciali di ottobre. Sono due periodi differenti, da non fondere in un unico conto economico. Fonte: comunicato ufficiale FinecoBank del 5 novembre 2026.
Raccolta ottobre: 1,67 miliardi, ma i depositi netti calano
Nel solo ottobre 2026 Fineco segnala 1,669 miliardi di raccolta netta, contro 1,301 miliardi a ottobre 2025 (+28% circa). Le tre componenti del mese spiegano la composizione del totale:
- Raccolta amministrata: +1,919 miliardi di euro, ossia flussi verso attività finanziarie detenute in custodia e negoziate attraverso la piattaforma.
- Raccolta gestita: +412 milioni di euro, relativi a soluzioni di gestione e risparmio gestito.
- Raccolta diretta: -662 milioni di euro, ossia una variazione netta negativa della componente di depositi.
La somma è 1.669 milioni. Nel periodo gennaio-ottobre, i corrispondenti flussi netti sono 11,120 miliardi nella raccolta amministrata, 4,129 miliardi in quella gestita e -451 milioni nella diretta, per 14,798 miliardi complessivi. Una raccolta diretta negativa non dimostra da sola una fuga dei clienti: i numeri aggregati non consentono di ricostruire il percorso dei singoli capitali. Per valutare un intermediario, gli investitori possono approfondire anche funzionamento, commissioni e caratteristiche dei broker, senza presumere che la crescita dei volumi migliori automaticamente le condizioni per ogni cliente.
Nove mesi 2026: ricavi +12%, utile contabile +10%
Il conto economico dei primi nove mesi, fermo al 30 settembre, indica 1.085,9 milioni di euro di ricavi (+12,0% rispetto allo stesso periodo del 2025) e 528,5 milioni di utile netto contabile (+10,0%). Fineco presenta anche un utile netto dell’operatività corrente di 531,5 milioni (+10,6%): la differenza di 3 milioni deriva da oneri non ricorrenti al netto delle imposte contabilizzati nel secondo trimestre. I due utili non sono intercambiabili.
Il margine finanziario sale a 520,3 milioni (+10,3%) e quello non finanziario a 565,7 milioni (+13,5%). All’interno di quest’ultimo il contributo Investing è 333,1 milioni (+12,2%) e quello Brokerage circa 200,3 milioni (+14,2%). I costi operativi ammontano a 282,8 milioni (+8,8%), meno della crescita dei ricavi: il rapporto costi/ricavi scende al 26,0%, con un miglioramento di 0,8 punti percentuali su base annua. Non significa che il costo dei servizi sia diminuito per tutti i clienti: il cost/income misura l’efficienza della banca, non la tariffa applicata al singolo ordine.
Il terzo trimestre e i 184mila nuovi clienti
Tra luglio e settembre i ricavi sono 372,1 milioni (+14,4% annuo), mentre l’utile netto dell’operatività corrente raggiunge 188,1 milioni (+15,6% annuo). Il confronto con il trimestre precedente racconta però una dinamica meno uniforme: i ricavi Brokerage trimestrali diminuiscono del 16,4% rispetto al secondo trimestre, per minori volumi di mercato, pur restando in crescita su base annua. È un segnale utile per non estrapolare linearmente la redditività da un singolo trimestre.
Al 30 settembre la banca gestisce o amministra 178,2 miliardi di attività finanziarie della clientela (+15,3% annuo) e conta 1.944.070 clienti. Nei nove mesi sono entrati 184.225 nuovi clienti (+27,3%); la comunicazione successiva porta il totale degli acquisiti da inizio anno a 210.035 al 31 ottobre. La crescita delle masse può riflettere afflussi, andamento dei mercati e altri effetti: non equivale integralmente a denaro nuovo raccolto.
Capitale e dividendi: quali cifre sono già certe?
Il CET1 ratio al 30 settembre è del 23,39%, contro il 23,30% del 31 dicembre 2025; il leverage ratio è al 5,19%. Nelle previsioni aziendali per il 2026 è indicato un payout atteso nell’area 70-80%, cioè la quota di utili che si prevede di destinare ai dividendi, con l’obiettivo di mantenere il leverage ratio sopra il 4,5%. Si tratta di un orientamento del management, non di un nuovo dividendo per azione già deliberato; importi, approvazioni e date di pagamento vanno verificati nei successivi atti ufficiali.
Per un raffronto di contesto, i conti e l’acconto dividendo deliberato da Intesa Sanpaolo descrivono un modello bancario diverso e non costituiscono un confronto diretto di margini o coefficienti patrimoniali.
Cosa osservare prima di investire in Fineco
Interpretazione. Il punto di forza emerso dai dati è la combinazione di acquisizione clienti, raccolta amministrata e incremento dei ricavi nei servizi di investimento: un modello che può beneficiare di una clientela più attiva e di maggiori masse. Il rischio speculare è che i ricavi legati alle negoziazioni oscillino con volatilità, partecipazione al mercato e concorrenza sulle commissioni. Inoltre, rendimenti dei titoli in portafoglio, tassi d’interesse, costi di sviluppo tecnologico e valutazione di Borsa possono incidere sui risultati e sul prezzo dell’azione in modi differenti.
Il documento pubblicato il 5 novembre indica un aggiornamento del piano al 2029 previsto per il 10 febbraio 2027. Prima di usare obiettivi di crescita o payout in una valutazione, sarà utile verificare se le attese del management si traducano in risultati effettivi e a quali condizioni. La notizia non è una raccomandazione di acquisto o vendita: i dati economici fotografano la società, non stabiliscono il rendimento futuro del titolo.
Fonti e date: FinecoBank, risultati dei primi nove mesi e raccolta di ottobre 2026, comunicato del 5 novembre 2026; FinecoBank, archivio ufficiale Investor Relations. Tutti gli importi si riferiscono a euro salvo diversa indicazione.
Fonti e riferimenti
Contenuto informativo generale, non consulenza finanziaria personalizzata. I dati di mercato possono essere ritardati o incompleti: verifica le informazioni importanti presso le fonti originali.