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Analisi Istat sull'economia non osservata e sul lavoro irregolare nel 2024

Nel 2024 l'economia non osservata in Italia raggiunge quota 218,2 miliardi di euro, evidenziando una discesa dell'incidenza sul Pil al 9,9% rispetto al 2023.

Di Redazione StartInvesting · Generato con IA · Pubblicato 16 ottobre 2026 · Aggiornato 16 ottobre 2026
Illustrazione originale StartInvesting per la notizia: Analisi Istat sull'economia non osservata e sul lavoro irregolare nel 2024

Valore complessivo e incidenza sul prodotto interno lordo

Le rilevazioni pubblicate dall'istituto di statistica indicano che il complesso delle attività non osservate tocca quota 218,2 miliardi di euro nel periodo considerato. Tale ammontare mostra una variazione positiva pari allo 0,3% nei confronti dei dodici mesi precedenti. In parallelo, il parametro economico generale a prezzi correnti evidenzia un incremento del 3,2%, determinando una flessione dell'incidenza percentuale al 9,9%. Questa riduzione pari a 0,3 punti percentuali si confronta con il 10,2% calcolato in precedenza. All'interno di tale aggregato, la componente del sommerso si attesta a 198,4 miliardi di euro, mentre il comparto delle attività illegali si riduce a 19,8 miliardi di euro.

Dinamiche delle componenti e posizioni lavorative irregolari

Osservando la struttura interna, il valore aggiunto collegato all'impiego non regolare mostra un incremento del 3,9%, quantificabile in circa 3,1 miliardi di euro. Per quanto concerne le posizioni lavorative a tempo pieno, le unità in condizione di irregolarità raggiungono la quota di 3 milioni e 277mila, registrando un aumento superiore a 145mila unità rispetto all'anno precedente. Di conseguenza, il tasso di irregolarità calcolato sul totale sale al 13,1%, evidenziando dinamiche particolarmente sostenute nella componente dei lavoratori dipendenti rispetto a quelli indipendenti.

Distribuzione settoriale del sommerso economico

L'analisi disaggregata per comparti produttivi evidenzia significative differenze nella diffusione del fenomeno. I livelli più elevati si riscontrano nel settore degli Altri servizi alle persone con il 30,7%, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione con il 18,5% e nelle Costruzioni con il 17,7%. Per contro, incidenze percentuali decisamente inferiori si registrano negli Altri servizi alle imprese al 5%, nella Produzione di beni d'investimento al 4% e nella Produzione di beni intermedi all'1,4%, delineando un quadro settoriale estremamente eterogeneo.

Fonti e riferimenti

  • Istat · CC BY 4.0 · elaborazione originale; testo adattato, non approvato dall’ente fonte

Contenuto informativo generale, non consulenza finanziaria personalizzata. I dati di mercato possono essere ritardati o incompleti: verifica le informazioni importanti presso le fonti originali.

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